Lo Snadir fa Poker: un successo dopo l’altro!

Lo Snadir fa Poker: un successo dopo l’altro!

Possiamo finalmente dirlo: per la scuola italiana si apre una nuova stagione, con prospettive per un concreto ed imminente cambiamento. Dopo anni di battaglie sindacali e pronunce da parte della magistratura (europea e nazionale), la politica ha finalmente riconosciuto alla questione degli insegnanti di religione precari la dovuta attenzione, ritenendola uno dei problemi urgenti da affrontare e risolvere in tempi brevi.

Dopo la sentenza della CGUE che ha condannato per prima l’abuso dei contratti a termine nel comparto scuola e dopo la recente sentenza della Corte di Cassazione a favore dei precari ricorrenti SNADIR sulla questione dell’illegittima reiterazione dei contratti a tempo determinato, la tenacia dello Snadir ha avuto la meglio anche per quanto riguarda la richiesta di una procedura straordinaria di immissione in ruolo.   Il segnale che qualcosa si stesse muovendo era già arrivato dopo l’ultimo sit-in davanti al Ministero dell’istruzione durante l’incontro con i funzionari. Adesso ne abbiamo la conferma. 

È stato approvato l’emendamento 47.14 che introduce all’art.1bis della legge 159/2019 una procedura straordinaria per gli insegnanti di religione precari con oltre 36 mesi di servizio. L’emendamento approvato – a firma dei Senatori Nencini (IV-PSI), Sbrollini (IV), De Lucia (M5S), Laniece (SVP-PATT, UV), Rampi (PD), Saponara (LEGA, Vitali (FI), cioè di tutte le forze politiche che formano l’attuale maggioranza di Governo – propone l’indizione della procedura straordinaria, contestualmente a quella ordinaria, per il 50% dei posti che si renderanno vacanti e disponibili nel triennio 2022/2023 – 2024/2025. Le graduatorie determinate da tale procedura straordinaria saranno poi utilizzate negli anni successivi al già menzionato triennio per scorrimento fino al loro esaurimento risolvendo quindi in via definitiva la condizione lavorativa di una “generazione” di precari.

A questo grande risultato si aggiunge il recente riconoscimento al personale docente con contratto a tempo determinato del diritto ad ottenere la Carta Docente per la formazione. 

Dopo anni di continui rinvii e tentennamenti, finalmente si comincia a pensare alla scuola e ai suoi insegnanti in termini diversi per ridisegnarne il ruolo ed una nuova dimensione al passo con i tempi. Insomma, quello che da sempre chiediamo: una scuola organizzata e gestita in funzione dei suoi bisogni di formazione e di istruzione, orientata verso l’integrazione europea, con il principale obiettivo della tutela e della valorizzazione della persona. 

C’è ancora altro da fare – occorre ad esempio continuare a rivendicare stipendi più̀ giusti rapportati ai nuovi impegni professionali nella scuola – ma intanto questo emendamento rappresenta una ulteriore risposta concreta alle legittime aspettative dei docenti di religione precari e alle nostre battaglie sindacali. Perciò festeggiamo, perché una politica sorda ha aperto le orecchie al nostro grido: #SnadirforRights!

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