Generazioni iperconnesse: una vita on line

Generazioni iperconnesse: una vita on line

Il Washington Post ha definito il periodo attuale come l’epoca a più rapida diffusione della tecnologia della storia dell’umanità, un tempo nel quale il mondo virtuale costituisce il principale punto di aggregazione ed incontro delle nuove generazione che spesso ricorrono al digitale come anestetico sociale nel quale rifugiarsi.
I ragazzi europei, secondo quanto documentato dalle recenti statistiche, usano i supporti multimediali in modo meno consapevole rispetto ai coetanei di altri continenti e ciò incrementa il rischio di maturare una subordinazione che induce l’adolescente alla ricerca spasmodica dell’oggetto da cui dipende, pervadendo pensieri e comportamenti…

I giovani di oggi sono sempre più dipendenti dai social, a undici anni ricevono il primo smartphone, vivono quotidianamente episodi di cyberbullismo e i genitori ignorano la maggior parte dei pericoli del web: questo è quanto emerso dall’indagine “Tempo del web. Adolescenti e genitori online” realizzata da Telefono Azzurro e Doxakids.
In Italia, circa 8 milioni e 200mila ragazzi di età compresa tra i 12 e i 25 anni usufruiscono quotidianamente di supporti tecnologici, il 95% di essi utilizza la rete, l’80% adopera quotidianamente i social network, il 60% trascorre online dalle cinque alle dieci ore al giorno, il 10% si dichiara insoddisfatto della vita e delle relazioni sociali, più di un adolescente su 10 sostiene di essere stato vittima di cyberbullismo e 300mila giovani soffrono di dipendenza da internet e presentano forme depressive o ansiose.
L’utilizzo incontrollato e generalizzato del web, gli algoritmi dei social media e il sistema dei like che li caratterizza, oltre al grave fenomeno della dipendenza multimediale, celano un volto cupo fatto di insidie che ad ampio raggio si diffondono nel mondo giovanile, pericoli tra i quali occorre considerare il vamping, legato all’impiego indiscriminato del cellulare anche di notte e principale causa di insonnia tra gli adolescenti; la nemofobia, ossia la paura incontrollata di rimanere sconnessi dalla rete; il phishing, legato all’utilizzo di e-mail che rimandano a collegamenti o allegati nocivi; il grooming, cioè l’adescamento di minori sul web e l’isolamento dal gruppo dei pari.

In questo contesto sociale si colloca, con urgenza, l’importanza della “media education” per fornire alla generazione dei nativi digitali tutti gli strumenti idonei a comprendere le dinamiche offerte dall’utilizzo dei supporti multimediali, affinché sappiano rielaborarle in modo autonomo e critico e calibrarne l’utilizzo con moderazione e responsabilità, consci dei rischi legati alla navigazione indiscriminata e superficiale nel web.
Il Professore Piero Dominici, docente di Comunicazio-ne Pubblica, Sociologia della Complessità Sociale, Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi e Intelligence, Reti e Sistemi Complessi presso l’Università di Perugia, nel suo articolo “La società iperconnessa ed ipercomplessa e l’illusione della cittadinanza”, afferma che: «non bastano “cittadini connessi”, servono cittadini criticamente formati ed informati, educati al pensiero critico ed alla complessità, educati alla cittadinanza, e per far questo occorre agire là dove si definiscono le condizioni strutturali della società al fine di formare persone in possesso di competenze non soltanto tecniche e/o digitali ma, come dice Montaigne, “teste ben fatte” che sappiano essere protagoniste del cambiamento più difficile e necessario, quello culturale».

La Commissione Europea, nell’anno 2004, ha istituito il “Safer Internet Day”, una giornata internazionale di sensibilizzazione finalizzata alla promozione della sicurezza nell’ambiente digitale, che ogni anno coinvolge oltre cento nazioni di tutto il mondo per favorire nelle giovani generazioni la consapevolezza delle opportunità e dei rischi offerti dall’universo virtuale.
Nel corso del tempo il Safer Internet Day è diventato un appuntamento di riferimento per tutti gli operatori del settore, le istituzioni e le organizzazioni della società civile le quali, ispirandosi al titolo scelto per la promozione di questo evento “Together for a better Internet”, progettano momenti di riflessione sul ruolo attivo e responsabile di ciascuno per rendere il web un luogo sicuro e positivo.

La comunità scolastica, oggi più che mai, costituisce, in tal senso, un presidio sociale privilegiato per la diffusione di buone prassi e la promozione di attività transdisciplinari volte a fornire, nell’ambito dell’educazione alla cittadinanza digitale, adeguati strumenti per valorizzare la centralità dei processi educativi, per rivedere il rapporto tra i discenti e il sapere, per educare i giovani a riscoprire il valore assunto dalla “libertà dal web” e per consentire a ciascun discente di riappropriarsi del proprio tempo al fine di costruire il futuro vivendo intensamente il “qui e l’ora”.

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